La prosecuzione di un desiderio, 29 anni di Settecolli Scicli

Anniversario dalla fondazione festeggiato dalla società sciclitana, nata da un condiviso di Roberto Barone, Giovanni Alfieri e Alessandro Carfì. Quest’ultimo ha tracciato un resoconto di quanto fatto e fissato obiettivi futuri. Una grande famiglia cresciuta tra emozioni e sfide entusiasmanti

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SCICLI – Lo scorso 2 luglio la Settecolli Scicli ha festeggiato 29 anni di storia. Il tutto è partito da un sogno condiviso di Roberto Barone, Alessandro Carfì e Giovanni Alfieri. Una realtà che, anno dopo anno, è cresciuta. Fino a diventare un punto di riferimento del nostro territorio, incoraggiando l’inclusione, attraverso la pratica sportiva, e migliorando, contemporaneamente, la qualità del tempo libero delle persone con disabilità.

Le difficoltà non mancano, ma quando si rema insieme, nella stessa direzione, tutto diventa più semplice.  In questi 29 anni di attività ci sono state emozioni a non finire, affrontando sfide e conquistando traguardi, costruendo in breve sintesi una famiglia. L’occasione della festa è stata proficua ed opportuna anche per riflettere, soprattutto, su quanto fatto nell’ultima stagione e sulle prospettive legate al futuro.

Motivo di grande soddisfazione per la prestigiosa società sciclitana è stato il conferimento della “Palma di Bronzo al Merito Tecnico Paralimpico”, per l’anno 2025, da parte del Comitato Italiano Paralimpico ad Alessandro Carfì, con la seguente motivazione: “Prestigioso riconoscimento per i risultati conseguiti e per il tuo costante e prezioso impegno nell’attività tecnica svolta sul territorio”. A tal proposito, sono state poste allo stesso alcune domande.

Dopo l’esperienza della scorsa stagione, che ha visto il team di Serie A retrocedere e quello di B fare il percorso inverso, centrando la promozione nella massima campionato italiano, quali sono state le criticità dell’uno e le cose positive dell’altro? Come intendi programmare il lavoro per la stagione 2026/2027?

Voglio precisare che la stagione passata nel suo complesso, a parte la retrocessione, è stata positiva avendo conquistato il terzo posto in Coppa Sicilia, un traguardo mai raggiunto dalla Settecolli. Poi, la prima e seconda posizione per quanto concerne il Trofeo regionale universitario. Resta solo un po’ di amarezza per ciò che concerne la retrocessione, peraltro, evitabilissima. Forse una mancanza di concentrazione e di fiducia. Bastava non perdere i tre punti in casa con l’ultima in classifica. Mentre, per quanto riguarda la squadra B, pur denotando alcuni cali mentali, però, è stata forte nella fase di attacco, riuscendo a vincere le partite importanti. Alla luce di quanto detto cercheremo in vista della nuova stagione di lavorare, migliorando la difesa e soprattutto i tiri di punizione”.

Il torball è uno sport innovativo e coinvolgente, hai mai pensato di portarlo a conoscenza delle scuole?

Sì, abbiamo riflettuto tante volte di farlo. Lo scorso anno abbiamo iniziato con una scuola di Ragusa, programmando, se ricordo bene, a settembre anche un istituto di Scicli lo Showdown, inserendo anche il torball. Siamo stati presenti presso l’Università Kore di Enna al Corso di Laurea in Scienze Motorie ed io ho tenuto un corso a più di 100 studenti. Infine, presso l’ateneo di Messina abbiamo fatto una dimostrazione pratica. È nostra intenzione continuare anche con le scuole cittadine di ogni ordine e grado”.

Per quanto concerne la questione logistica, più precisamente legata ad una struttura idonea per la disciplina che vi vede sempre in trasferta (Ragusa, Ispica, Comiso per esempio) in quanto a Scicli ne siamo privi, cosa ti senti di suggerire all’amministrazione comunale?

Bella domanda. Questa è la nota dolente. La Settecolli Scicli è stata fondata nel 1997 e in quasi 30 anni a Scicli siamo riusciti ad organizzare solo tre volte una manifestazione, ma solo a livello promozionale. Per l’attività di federazione ci siamo dovuti spostare nelle località vicine, Ispica, Ragusa, Rosolini, Comiso e Modica, sostenendo degli oneri anche economici. La cosa che posso suggerire all’amministrazione è di credere di più nello sport per la grande funzione che sociale che riveste, ancora di più in quello paralimpico, anche se poco popolare. Non chiediamo grandi cose, ma solo una buona palestra dotata di spogliatoi e docce che riesca ad ospitare le squadre, all’incirca 6 (quasi sempre formate da 6/8 persone tra atleti, tecnici ed accompagnatori), che potrebbe servire anche come un ritorno economico, visto che le squadre provengono da tutta Italia. Per concludere, si spera che a Scicli oltre all’attenzione per il geodetico possa nascere qualche altro impianto per il bene della comunità sciclitana”.

Alla luce del prestigioso riconoscimento, la redazione porge i più calorosi complimenti ad Alessandro Carfì e gli auguri per i futuri traguardi nell’attività paralimpica, continuando con dedizione e straordinaria passione.

 

Ottavio Modica

 

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