Scicli attira turisti dall’estero, “Le nazionalità che più ci preferiscono”

Dal Forum Operatori Turistici, basandosi sui dati di PayTourist, viene analizzato il flusso di visitatori. Il presidente dell’associazione, Maurizio La Micela: “Numeri che ci confortano, ma ora dobbiamo trasformare questi volumi in continuità”

-Pubblicità-      

SCICLI – Tedeschi e britannici sedotti da Scicli. All’estero la città rafforza il suo appeal turistico. La provenienza del flusso internazionale (50,6%) e quello del turismo “domenstico” (49,4%) viaggiano sullo stesso livello. La fotografia viene scattata dal Forum Operatori Turistici (ForTur), basandosi sui dati di PayTourist che analizzano i primi sette mesi del 2026 nei Comuni di Scicli, Ragusa, Modica e Santa Croce CamerinaInsieme le quattro città iblee hanno totalizzato nel periodo di riferimento oltre 487 mila presenze turistiche.

Scicli si conferma – afferma il presiedente di ForTur, Maurizio La Micelala regina dell’internazionalizzazione. Finalmente leggiamo il nostro turismo con dati certi e puntuali, grazie al software PayTourist. Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026, Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina hanno registrato dei numeri che ci proiettano tra i poli più dinamici del sud Italia.

L’analisi restituisce un mosaico di straordinaria complementarità. “Tedeschi (15,48%) e inglesi (5,90%) sono attratti da Scicli, che si afferma anche – prosegue La Micela – come polo slow e family friendly (63.587 presenze con il 66,7% di famiglie presenti)”.

Tra i quattro Comuni analizzati, Scicli registra la permanenza mediana più alta a luglio (4,5 notti). “Ma le vere eccellenze – spiega La Micela – sono nelle nicchie. Spiccano gli agriturismi del territorio sciclitano con 26 notti di media. Dato che dimostra come l’offerta stanziale, quando c’è, trasformi il ‘mordi e fuggi’ in esperienza profonda.

Secondo il presidente di ForTur questi numeri devono confortare. “Non dobbiamo, però, vivere – avverte La Micela – solo del lascito dei nostri avi, del barocco e del mare. È necessario trasformare questi volumi in continuità. Il turista estero arriva per l’architettura, ma resta se trova un sistema fluido, valido ed accogliente sotto tutti i punti di vista”.

Il Forum Operatori Turistici lancia va oltre: “Guardare solo all’estero sarebbe miope. La Micela cita il recente esempio della festa di San Giuseppe a Scicli, che apre la stagione iblea: “In quell’occasione – commenta – i dati hanno registrato una forte affluenza da Catania e Palermo. È il segnale che il turismo di prossimità non è un ripiego, ma un pilastro strutturale per la continuità stagionale, fondamentale per creare stabilità economica e lavorativa di valore. Investire su questi bacini con la stessa serietà con cui si curano i mercati internazionali non è più una scelta, ma una necessità”.

Stando a ForTur si deve puntare con decisione sulla connessione fisica e culturale tra litorale e area barocca. “Il miglioramento della viabilità secondaria e un’idea di mobilità integrata e sostenibile (mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili e percorsi naturalistici) – spiega La Micela – diventano leve strategiche per moltiplicare il valore di ogni presenza”.

Consolidare i mercati esteri senza dimenticare quelli di prossimità e superare la frammentazione tra costa e entroterra – conclude il presidente – è la via per trasformare una grande stagione in un modello di sviluppo duraturo. Perché il vero obiettivo non è solo attrarre, ma far restare e magari ritornare”.

 

Scicli Video Notizie è pure su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriversi al canale e rimanere aggiornati costantemente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

-Pubblicità-