SCICLI – Con l’acqua alla gola, gli agricoltori esasperati. L’opprimente azione combinata del caro carburante e del caldo anomalo sta schiacciando l’intero comparto.
Stamani al mercato ortofrutticolo di Donnalucata decine di produttori hanno voluto lanciare un disperato grido di aiuto per una crisi strutturale che rischia di cancellare centinaia di aziende. Sono alle prese con esorbitanti costi vivi di gestione, a cominciare dal gasolio agricolo e dai trasporti, ormai fuori controllo. A complicare ulteriormente il contesto sono gli attuali cicli biologici delle coltivazioni: le temperature al di sopra delle medie stagionali determinano un’accelerazione vertiginosa delle maturazioni, creando strozzature logistiche e facendo schizzare i prezzi finali al consumo. Un rincaro al banco alimentare che, denunciano i lavoratori, non si traduce in un reale guadagno per chi coltiva, ma finisce polverizzato lungo la filiera.
I produttori hanno reclamato a gran voce l’apertura di un tavolo di crisi istituzionale. Le richieste sono chiare: misure di compensazione per i costi energetici, interventi sui trasporti verso i grandi mercati del Nord e tutele concrete contro gli impatti del cambiamento climatico.
Senza risposte rapide da parte della Regione e del Governo nazionale, avvertono da Donnalucata, quella di oggi sarà solo la prima di una serie di azioni di protesta. Per l’agricoltura locale, il tempo delle promesse è ormai finito.
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