Sampieri: tenta la fuga sui tetti delle case, arrestato un 23enne

Il giovane, sottoposto agli arresti domiciliari, pena nel frattempo revocata e tramutata in regime di detenzione ordinaria in carcere, aveva fatto perdere le sue tracce dal mese di luglio. Martedì mattina, dopo lunghe ricerche, i Carabinieri lo hanno individuato nella casa della sua ragazza

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SCICLI – Che qualcosa fosse successo lo si era capito dalle gazzelle che martedì mattina hanno attraversato a sirene spiegate il centro di Scicli. Qualche informazione era trapelata, ma si attendeva la versione ufficiale dei militari dell’Arma per sapere con certezza ciò che era accaduto.

Stamattina, tramite un comunicato inviato alle redazioni, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica e i militari della Tenenza di Scicli danno notizia dell’operazione congiunta, condotta l’altro ieri nella borgata di Sampieri.

È stato arrestato un 23enne albanese, disoccupato e pregiudicato, in ottemperanza ad un ordine di esecuzione di espiazione pena, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.

Il giovane, che si trovava in regime di detenzione domiciliare, si era di fatto reso irreperibile da luglio, facendo perdere le sue tracce. Nel frattempo, inoltre, la misura alternativa della detenzione domiciliare era stata revocata e sostituita col regime di detenzione ordinaria in carcere.

Grazie ad una lunga attività d’indagine, i militari dell’Arma sono infine riusciti a localizzare il “fuggitivo”, individuato nell’abitazione della sua ragazza, anch’ella di origine albanese. All’arrivo dei Carabinieri il ricercato ha provato a fuggire a piedi, arrampicandosi sui tetti delle vicine abitazioni.

Dopo un lungo inseguimento, il 23enne è stato, infine, circondato e bloccato. I militari hanno poi proceduto a effettuare perquisizioni personali e dei locali che hanno permesso di rinvenire una grande quantità di sigarette, tabacchi, soldi contanti e apparecchi cellulare, verosimilmente di provenienza illecita.

Ulteriori accertamenti sono, al momento, in corso per verificare la provenienza di quanto ritrovato, che contestualmente è stato sottoposto a sequestro per il successivo ed eventuale riconoscimento da parte delle persone che hanno subito il furto.

L’uomo è stato portato nel carcere di Ragusa, dove dovrà espiare la pena residua di 5 anni, 4 mesi e 28 giorni, nonché il pagamento di una multa di 12.400 euro e la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio dello Stato, per reati contro il patrimonio, quale furti, anche aggravati, e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.