Canoni idrici: “Errore del Comune, richieste somme superiori ai costi sostenuti”

La presunta irregolarità riscontrata dal presidente del comitato Cambiare Scicli, Giuseppe Implatini

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SCICLI – Ammonterebbe a oltre 800 mila euro la parte in eccedenza delle somme che il Comune avrebbe richiesto agli utenti, tramite l’emissione di bollette (relative agli anni 2017 e 2018), per far fronte ai costi del servizio idrico sostenuti. La presunta irregolarità è stata riscontrata dal comitato Cambiare Scicli.

Sono state inviate – commenta il presidente del gruppo, Giuseppe Implatini5.466 diffide di pagamento per omessi o parziali pagamenti dei canoni idrici. Gli importi da riscuotere per le suddette annualità ammontano rispettivamente a € 1.350.833 e a € 1.016.276 per un totale complessivo € 2.367.109”.

Implatini spiega come “questo importo risulti errato, perché il Comune ha coperto il costo del servizio idrico nella misura del 202,30% e del 122,71%, relativamente al 2017 e al 2018. Invece la tariffa idrica, approvata dal Municipio, doveva coprire per il 100% i costi di gestione, a norma degli artt. 117 e 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali e dell’art. 154 del Codice dell’ambiente”.

Il presidente del comitato fa due calcoli: “I corretti importi da riscuotere dovevano ammontare a € 667.738 (anziché € 1.350.833) e a € 828.194 (invece di  1.016.276)”.

Nella foto Giuseppe Implatini

“Pertanto – aggiunge Implatini –, ogni 100 euro di importo della diffida di pagamento l’utente deve corrispondere solo € 50 per il 2017 e € 82 per il 2018, in quanto non esiste alcuna norma di legge che consenta ai Comuni di riscuotere importi superiori ai costi di gestione. E quindi, nel caso in esame, trova applicazione il principio di riserva di legge di cui all’art. 23 della Costituzione (‘Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge’)”. 

Cambiare Scicli precisa che “la giunta Marino non ha alcuna responsabilità per l’approvazione della tariffa idrica degli anni 2015 – 2020, in quanto le delibere tariffarie sono state approvate prima dai Commissari straordinari (2015 – 2016) e poi dalla amministrazione Giannone (2017 -2018 – 2019 – 2020)”.

Purtuttavia – continua Implatini – gli attuali amministratori dovranno farsi carico di affrontare il problema. Spetta a loro ridurre tutti gli importi delle diffide di pagamento, in proporzione dei minori costi sostenuti per la gestione del servizio idrico negli anni 2017 e 2018”.

A nostro avviso, riteniamo necessario e opportuno – termina il comitato CS – acquisire apposito parere legale, al fine di risolvere la problematica. Invitiamo, pertanto, il Sindaco ad occuparsene nel rispetto delle vigenti norme di legge”.