Scicli: l’aggressore delle vigilesse resta agli arresti domiciliari

Probabilmente domani sarà sottoposto a interrogatorio. Continuano gli attestati di solidarietà

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SCICLI – Sono passati due giorni dall’aggressione alle due vigilesse e l’attenzione sull’episodio resta alta. L’aggressore continua a restare agli arresti domiciliari; domani, probabilmente, sarà sottoposto a interrogatorio.

Intanto continuano gli attestati di solidarietà alle agenti aggredite e al corpo di Polizia locale. La Uil FPL in una nota scrive: “La lista delle aggressioni è lunghissima e anche la ridente città di Scicli non è stata esentata da questi atti di violenza verbale e fisica, ingiustificata e fuori luogo”.

“Rimane – prosegue il sindacato – la consapevolezza di lavorare per il bene della comunità e per il buon ordine sociale, uno dei fondamentali pilastri sui quali si basa una società evoluta come la nostra che certamente non riconosce (e come potrebbe farlo), chi si arroga il diritto di trasgredire a qualsiasi codice, sia esso della strada, giuridico o etico comportamentale, e pretendere poi di accampare ragioni con il turpiloquio, con le percosse o con le minacce nei confronti dei colleghi ‘rei’ di compiere il loro dovere”.  

La Uil FPL aggiunge: “Ci preme che questi agenti, questi operatori, nel caso della Polizia Municipale di Scicli con la presenza di un’alta percentuale di donne, possano svolgere il loro lavoro in piena sicurezza e serenità. Chiediamo a chi di competenza di intervenire e di trovare le opportune contromisure, affinché episodi del genere non abbiano più a ripetersi“.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Cgil, che evidenzia la necessità di “innalzare il livello di guardia per garantire l’incolumità del personale sui luoghi di lavoro”. Il sindacato in un comunicato evidenzia: “La nostra incondizionata solidarietà va alle due vigilesse della Municipale di Scicli, vittime dell’aggressione”.

Invitiamo il Comando di Polizia Municipale – si legge ancora – a valutare la necessità di un eventuale innalzamento del livello di guardia, per una maggiore sicurezza di tutto il personale, proponendo all’Amministrazione di farsi portavoce, presso gli organi di governo preposti, per un sinergico controllo del territorio congiuntamente alle altre forze dell’ordine, specie durante il fine settimana, solitamente caratterizzato da una sostenuta mobilità e flusso di persone…”.

Anche il Silpol non ha fatto mancare un documento di solidarietà. “Se polizia locale è diventata determinante nel sistema di sicurezza integrata del nostro Paese, come tutti si affrettano a dichiarare ad ogni piè sospinto, mentre invece i suoi operatori rischiano la propria incolumità fisica per ‘insicurezza sul lavoro’, è venuto il momento di non chiedersi più ‘per chi suona la campana’: ora più che mai ‘la campana sta suonando per tutti gli operatori di Polizia locale’”.