A Scicli condivisione di esperienze di vita

Tra il gruppo scout Messina 14, gli scoutisti sciclitani e gli ospiti del progetto Namastè

-Pubblicità-    

SCICLI – Sono state ore davvero straordinarie quelle vissute nei giorni scorsi a Scicli dal gruppo scout Messina 14 (accompagnato dai capi Lidia Beninati e Santi D’Andrea), accolto dagli scoutisti sciclitani

Durante la loro permanenza, i ragazzi e le ragazze scout hanno fatto visita al progetto “Namastè”, ospitato nei locali dell’Opera Pia Carpentieri.

È stata un’esperienza – ha spiegato Concetta Morana, responsabile della struttura – ricca di emozioni. I ragazzi del gruppo scout, nell’ambito delle proprie attività, hanno scelto di approfondire il tema della migrazione“.

“Per far questo, hanno voluto conoscere gli ospiti del Namastè, per sentire dalla loro viva voce – commenta Morana – le motivazioni che li hanno portati lontani da casa, affrontando da soli un viaggio lungo, pericoloso e, soprattutto, conoscere le loro aspettative per il futuro”.

Nella foto Concetta Morana

Sono stati due giorni intensi di condivisione di esperienze, giochi e anche di cultura culinaria. Abbiamo preparato tutti insieme – aggiunge la responsabile del progetto – un pasto tipico bengalese, molto gradito ai nostri ospiti. Le emozioni si sono fatte sentire forte, quando i ragazzi del Namastè hanno condiviso i loro ricordi del viaggio che li ha condotti in Italia”.

Si è creato un forte legame fra loro, tant’è che sono state scambiate promesse di visite reciproche. All’arrivederci sono state tante le emozioni e le lacrime. Queste esperienze – afferma Morana – servono ad andare oltre ciò che solitamente si vede in tv, perché uno sguardo diretto comunica al cuore molto di più che attraverso uno schermo“.

Ripeteremo queste iniziative, cominciate tempo fa col gruppo scout di Scicli con altre realtà presenti sul territorio, e, perché no, anche oltre per diffondere quanto più possibile l’importante messaggio dell’accoglienza“, ha aggiunto Morana.

“Speriamo di aver lasciato ai nostri amici – conclude – un bel ricordo e un arricchimento culturale, che li aiuti a crescere in maniera consapevole e con il cuore sempre pronto ad accogliere”.