Revisionato il Piano di Gestione del Val di Noto: presente anche Scicli

Un finanziamento di un milione 100 mila euro per il Sudest

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SCICLI – E’ stato presentato sabato, nella sala degli specchi del Comune di Noto, il nuovo Piano di Gestione del sito Unesco “Le città tardobarocche del Val di Noto”. Nell’ambito dell’Azione 1 del progetto finanziato dal MiBACT a valere sulla Legge 77 del 2006 e co-finanziato dalle Regione Siciliana sui siti Unesco del Sud Est, “Le Città tardo barocche del Val di Noto”, “Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica” e la “Villa romana del Casale di Piazza Armerina”, il Sudest siciliano è destinatario di un finanziamento di un milione 100 mila euro.

Nella foto il vescovo di Noto, mons. Antonio Stagliano e l’assessore al turismo del Comune di Scicli, Emilia Arrabito

Fra le azioni finanziate -spiega l’assessore al Turismo del Comune di Scicli Emilia Arrabitola sistematizzazione delle conoscenze del patrimonio dei Siti Unesco e l’istituzione del relativo archivio unico, la progettazione e l’attuazione della comunicazione dedicata, il piano di cartellonistica. Tra le iniziative che partiranno nelle prossime settimane anche i corsi di marketing turistico per operatori commerciali”.
La revisione è stata curata da Civita Sicilia. Entro il 14 febbraio ci saranno nuovi incontri con i portatori di interesse per poter presentare proposte e suggerimenti, e infine la presentazione pubblica dei tre piani. Il finanziamento del Ministero ammonta a un milione di euro e il cofinanziamento regionale è di 100 mila euro. “L’obiettivo –continua l’assessore Arrabito- è di incrementare la qualità della fruizione dell’offerta culturale e turistica dei Siti Unesco non solo verso i sempre più numerosi visitatori, ma anche nei confronti delle comunità locali, e rendere partecipi, cittadini e fruitori esterni, delle molteplici peculiarità dei beni materiali e immateriali, che riguardano la storia, l’arte e le tradizioni che caratterizzano il Val di Noto. E soprattutto l’unicità di un territorio che seppur vasto –conclude Arrabito- può puntare ad un sistema di rete, attraverso la realizzazione di un’immagine coordinata come strumento di valorizzazione degli aspetti culturali, storici, naturalistici, ma anche dei servizi offerti”.

Comune di Scicli