Le opere del “Gruppo di Scicli” sotto i riflettori a Noto. Vittorio Sgarbi omaggia il maestro Piero Guccione

Lunedì è stata inaugurata la mostra “Novecento, da Pirandello a Guccione, Artisti di Sicilia”

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SCICLI – Un omaggio speciale al maestro Piero Guccione con le opere d’arte del “Gruppo di Scicli” protagoniste a Noto. Lunedì al Convitto delle Arti è stata inaugurata la grande mostra, curata da Vittorio Sgarbi, dal titolo “Novecento, da Pirandello a Guccione, Artisti di Sicilia”. All’inaugurazione era presente anche l’amministrazione comunale di Scicli, rappresentata dal vicesindaco, e assessore alla Cultura, Caterina Riccotti. Alla mostra netina la giunta Giannone ha ceduto per dieci mesi l’olio su tavola di Salvatore Paolino della collezione comunale di palazzo Spadaro.

Del “Gruppo di Scicli” sono esposti: un olio di Giuseppe Colombo, uno di Carmelo Candiano, uno di Franco Polizzi, un olio e due pastelli di Piero Guccione. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha reso omaggio al maestro Piero Guccione e al “Gruppo di Scicli”. “Da ragazzo, quando l’avanguardia travolgeva tutto, io mi accorsi del Gruppo di Scicli, e intuii già allora che l’arte italiana era soprattutto arte siciliana, così come la letteratura Italiana del Novecento è letteratura siciliana: Luigi Pirandello, Vitaliano Brancati, Tomasi di Lampedusa. Questo vale anche per la pittura: Piero Guccione, Franco Polizzi, pittori meravigliosi che lasciano Roma per tornare a Scicli, e guardano la natura dell’uomo restituendo un’immagine di assoluto che nelle tele di Piero fa pensare all’Infinito di Leopardi davanti al mare. La scuola di Scicli mi era sembrata, negli anni Sessanta, Settanta, quando le avanguardie cominciavano a mostrare qualche incrinatura, una apertura a un’idea di ritorno alla pittura, e alla pittura figurativa, che oggi è il solco degli artisti più importanti al mondo: da Francis Bacon a Lucian Freud”.