Scicli: “Un Consuntivo votato a maggioranza senza maggioranza!”

I consiglieri comunali Mario Marino, Enzo Giannone, Concetta Morana e Marianna Buscema dopo l’astensione chiedono al sindaco Giannone di risolvere subito la crisi politica

Foto repertorio
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SCICLI – All’indomani dell’approvazione del Rendiconto finanziario 2019, atto propedeutico per l’ok al bilancio previsionale 2020, continuano gli interventi dei consiglieri comunali che non hanno votato il punto.

Nel primo pomeriggio è stato diffuso un documento non hanno votato il Consuntivo 2019. La nota porta la firma dei consiglieri Marianna Buscema (Italia Viva), Concetta Morana (M5S), Mario Marino (Forza Italia) e Enzo Giannone (Lega).

“Il Consuntivo è passato –si legge nella nota stampa– con ben 12 voti a favore, i dieci della “vecchia” maggioranza ai quali si sono aggiunti i voti di Giorgio Vindigni e Licia Mirabella!”.

“Verrebbe da pensare -proseguono i quattro Consiglieri comunali- che il Sindaco sia più forte che mai e che ha davvero una maggioranza bulgara! Ma è così? In realtà abbiamo assistito quasi attoniti a dichiarazioni di voto che nulla hanno di sostegno al Sindaco e alla sua amministrazione!”

“Le dichiarazioni di voto di Rita Trovato, di Lorenzo Bonincontro e del collega Guglielmo Scimonello, quelle di Scicli Bene Comune –spiegano- raccontano una storia che i numeri non sintetizzano bene!”.

“Ogni dichiarazione di voto è stata una palese sfiducia all’attuale operato del sindaco Giannone. Per dirla in poche parole: ‘Noi votiamo l’atto perché importante per la città, ma il tuo comportamento ci ha proprio stufato!”, hanno aggiunto Buscema, Morana, Marino e Giannone.

“Non si amministra così una città, non si trattano così coloro i quali continuano a sostenerti! Al di là del senso di responsabilità del Consiglio comunale, tutta questa storia lascia molto da riflettere”.

L’intervento dei quattro consiglieri di minoranza tocca anche l’aspetto politico.

Il Primo cittadino -affermano- ha aperto l’ennesima crisi politica, la terza in quattro anni di amministrazione, un’amministrazione dove la confusione regna sovrana e dove la sua rivoluzione, se di rivoluzione si può parlare, più che gentile è solo caotica”.

“Il periodo storico che stiamo vivendo è molto complesso e, a quanto pare, il nostro primo cittadino ha deciso di viverlo come l’uomo solo al comando”.

“Pertanto ci permettiamo -conclude il documento- di darle un consiglio, sempre che non si offenda nel suo auto convincimento di saper bene come fare, non faccia passare altri giorni, settimane o mesi, risolva la crisi politica che lei stesso ha creato perché il tanto proclamato annuncio che con lei è tornata la democrazia in città ci sembra più un’affermazione visionaria che una realtà consolidata!”.