Bollette “troppo esose” e interruzioni “costanti” dell’erogazione, l’acqua non spegne le polemiche

Scicli al Centro si complimenta con Cgil e Cisl per aver “sollevato quesiti cruciali” e torna a chiedere interventi urgenti per risolvere le criticità

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SCICLI – Sulla scia del recente confronto tra sindacati e amministrazione comunale, durante cui Cgil e Cisl hanno evidenziato le criticità “dell’annoso problema idrico” in città, Scicli al Centro torna a chiedere “un’urgente forte azione, sia politica che amministrativaper risolvere la delicata questione.

Il movimento civico di centrodestra plaude alle due sigle sindacali per aver “sollevato l’attenzione su temi cruciali, come le bollette idriche e le gravi interruzioni della fornitura d’acqua, -afferma- che incidono pesantemente sulle famiglie e le attività commerciali sciclitane”.

SaC ricorda che “ad aprile avevamo manifestato non pochi dubbi sull’arrivo di fatture idriche esose. Infatti, rispetto al canone idrico 2020, la nostra attenzione si è focalizzata  sulle bollette dell’annualità 2020 che sono state inviate ai cittadini lo scorso aprile, con relativa scadenza di pagamento fissata al 20 marzo 2021. Come si può pagare una fattura che è già scaduta quando la si riceve?”.

Passando alle “gravi e ricorrenti interruzioninella fornitura idrica, la lista civica, qualche settimana fa, si era mostrata stupita e amareggiata per le metodologie di approvvigionamento, messe in campo dal Comune per far fronte alle penuria d’acqua.

Sono state utilizzate autobotti e distribuiti dei “bidoncini, delle “scene –sottolinea Scicli al Centro- che tendono a ripetersi con una certa frequenza, comportando un danno immediato a tutti gli sciclitani e, in secondo luogo, anche un notevole danno di immagine al nostro volto turistico ed economico.

Per i disagi provocati dalle interruzioni idriche, SaC propone di “indennizzare chi è rimasto senz’acqua, tramite l’emissione di voucher utili a ricalcolare le prossime fatture, già troppo care e sproporzionate rispetto al servizio offerto”.

Riguardo lo stato di salute delle condotte che distribuiscono l’acqua potabile, il movimento valuta opportuno “mappare le zone critiche per prevenire ulteriori rotture nelle tubature e avere pezzi di ricambio a disposizione”.  Chiesta anche la “predisposizione di un piano di intervento nella stagione in cui vi è minore consumo di acqua, in modo da prevenire guasti in piena estate”.

Infine, SaC sostiene che bisogna “individuare e recuperare ogni fondo disponibile, compresi quelli prossimamente impiegabili dal Recovery Fund, intervenendo anche per aree, per accelerare la risoluzione del problema delle condotte”.

Auspichiamo che il tavolo avviato dalla Cisl e dalla Cgil e le proposte come quelle da noi avanzate –conclude il gruppo- possano stimolare chi gestisce la Cosa Pubblica, rimettendo al centro dell’agenda amministrativa il cittadino e le sue necessità. Deve essere il Comune al servizio del cittadino, non viceversa”.